Hugo Cabret

Mi piace immaginare che il mondo sia un unico grande meccanismo. Sai, le macchine non hanno pezzi in più. Hanno esattamente il numero e il tipo di pezzi che servono. Così io penso che se il mondo è una grande macchina, io devo essere qui per qualche motivo. E anche tu!

Hugo Cabret

Hugo Cabret” è un’affascinante pellicola diretta da Martin Scorsese tratto dal romanzo “La straordinaria invenzione di Hugo Cabret” di Brian Selznick.

XX Secolo, stazione di Parigi. Il piccolo Hugo, rimasto solo dopo la morte dei genitori, vive dentro i macchinari degli orologi che ha imparato a sistemare grazie agli insegnamenti dello zio. Non gli rimane nulla per cui vivere, se non un piccolo robot meccanico, l’unica cosa che gli aveva lasciato il padre prima di morire. Quando il proprietario del negozio di giocattoli della stazione sottrae a Hugo il taccuino contenente le istruzioni per sistemare l’automa, il bambino fa di tutto per recuperarlo. Fa amicizia con la figlia adottiva del giocattolaio, Isabelle, una bambina come lui in cerca di avventure e di qualcosa in cui credere. Grazie a questa intensa unione, i due ragazzini riusciranno ad aggiustare l’automa e decifrare il messaggio contenuto dentro di esso. Un film in cui si legge tutta l’ammirazione di Scorsese per la settima arte, tanto da permettere l’incontro, più sentito e intimo per un cinefilo, con Georges Méliès: il padre degli effetti speciali e della magia che ancor oggi popola ogni fotogramma; in un tempo lontano e sbiadito come una vecchia cartolina, dipinta dal “Giotto della settima arte“. Come quella stazione in cui si svogle l’interezza quasi del film, come un mondo estraneo a tutto racchiuso da alte vetrate, orologi e vapore acqueo. Un mondo di passaggio dove megio si cristallizza la vita. Il personaggio di Hugo è singolare, la sua visione così sublime della vita, come un meccanismo perfetto, affascina e rapisce, immergendo lo spettatore in un mondo ricco di segreti, chiavi, enigmi dove tutto ha l’aspetto di un fantastico libro d’avventure.

Voto e commento: ★★★★★

Una delle più bei film che abbia mai visto. Cuarato in ogni dettaglio: le sottili psicologie dei personaggi sono trattate con sapienza e rappresentate in modo perfetto senza scadere nel grottesco. Una storia di avventure, che come uno degli enigmi che la popola, cela un segreto: una fortissima filosofia. Basti notare i temi nascosti: sentirsi parte del mondo, il mondo come un meccanismo, lo scopo della vita, il proprio scopo nell’esistenza, la realtà e il sogno. Una pellicola di tutto rispetto e che innamora ogni volta facendoci sentire anche noi un po’ parte di quel mondo, come i primi cineasti che tagliavano e coloravano la pellicola a mano, fotogramma per fotogramma. Importa però non perdere mai di vista lo scopo per cui siamo stati creati perchè, solo quando facciamo quello per cui siamo creati ci sentiamo funzionanti. Infondo cosa siamo se non tanti piccoli automi che apettano il pezzo giusto per poter funzionare e solo funzionando ci sentiamo davvero vivi. Consiglio a tutti questa pellicola per innamorarci del Cinema come chi per la prima volta si spaventò alla vista di quel treno ripreso dai fratelli Lumière che sembrava venire incontro agli spettatori. Per apprezzare un po’ di più il grande lavoro che esiste dietro la messa in scena dei propri sogni. Innamoriamoci della più bella invenzione del nostro tempo.

Piccola curiosità: Tra i produttori spicca anche il nome di Jhonny Depp, che sia un caso?

Vi saluto augurandovi il meglio!

 

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