Inside Out

L’elogio della tristezza.

Locandina-del-film-Inside-Out-2015Inside Out” è l’ultimo capolavoro firmato Pixar. Riley ha undici anni e una vita felice. Divisa tra l’amica del cuore e due genitori adorabili cresce insieme alle sue emozioni che, accomodate in un attrezzatissimo quartier generale, la consigliano, la incoraggiano, la contengono, la spazientiscono, la intristiscono, la infastidiscono. Dentro la sua testa e dietro ai pulsanti della console emozionale governa Gioia, sempre positiva e intraprendente, si spazientisce Rabbia, sempre pronto alla rissa, si turba Paura, sempre impaurito e impedito, si immalinconisce Tristezza, sempre triste e sfiduciata, arriccia il naso Disgusto, sempre disgustata e svogliata. Trasferiti dal Minnesota a San Francisco, Riley e genitori provano ad adattarsi alla nuova vita. Il debutto a scuola e il camion del trasloco perduto nel Texas, mettono però a dura prova le loro emozioni. A peggiorare le cose ci pensano Tristezza e Gioia, la prima ostinata a partecipare ai cambiamenti emotivi di Riley, la seconda risoluta a garantire alla bambina un’imperturbabile felicità. Ma la vita non è mai così semplice. La pellicola, decisamente non adatta ai più piccini, è basata sui pensieri dei più illustri filosofi: Cartesio con il suo “Cogito ergo sum“, Platone e il mondo delle idee (Iperuranio) e come dimenticare Schopenhauer con la teoria del pendolo. Ed è proprio su quest’ultimo che mi voglio concentrare. Schopenhauer afferma che: “la felicità è un pendolo che oscilla tra il dolore e la noia“. Questa semplice frase ci ricorda che ogni attimo di felicità scaturisce inevitabilmente da un sentimento negativo (dolore e noia), quindi non si può capire ed assaporare appieno la gioia se non si è provato dolore, ecco il senso di questo film: non bisogna denigrare la Tristezza, ma amarla perchè Gioia è Tristezza sono indissolubilmente legate, l’una completa l’altra. Rappresentano le due parti di cui è composto lo Yin e Yang, il nero è il bianco. Se, infatti, osservate questo antichissimo simbolo della filosofia cinese noterete che la parte dominata dal bianco presenta un piccolo puntino nero, così come quella nera, invece avrà un puntino bianco, questo significa che l’una è comunque influenzata e dipendente dell’altra. Per farla breve, si potrebbero usare numerosissime immagini per rapresentare l’importanza della Tristezza, la Pixar ha saputo trovare forse la più efficace.

Voto e commento: ★★★★★

Un bel film d’animazione, purtroppo non adatto ai piccini, ma che strega un pubblico più adulto. La semplicità stilizzata delle Emozioni le rendono efficaci e caratteristiche. Bellissimo il personaggio di Bing Bong e del suo razzo che, come Astolfo che va sulla luna a recuperare il senno di Orlando, così questo buffo personaggio aiuta Gioia a tornare al “quartier generale” e a far tornare in senno Riley. Nulla da dire, la Pixar ha saputo ancora una volta sfornare un pellicola di alto livello intellettuale e artistico. Consiglio, quindi, questo film ad un pubblico di adulti che potrà lasciarsi coinvolgere ed affascinare dal piccolo universo che è dentro di noi.

Voi che ne pensate?

Vi bacio forte!

P.S. Scusate la piccola assenza di questi giorni!

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