L’enigma del solitario

Non ricordo precisamente quando ho finito di leggere questo romanzo, ma ricordo alla perfezione ogni sua pagina. Ritrovarselo, ora, tra le mani, non può far altro che farmi vibrare l’anima.

image_book.php“L’enigma del solitario” di Jostein Gaarder autore de “La ragazza delle arance” è la storia di un viaggio che ne contiene tre: uno reale verso la Grecia, uno fantastico su un’isola incantata ed uno intellettuale nella filosofia. I tre viaggi si intersecano creando un idillio filosofico di alto livello, un sottile gioco che ancora una volta ci invita a riflettere su quel grande solitario chiamato vita. Tutta la storia ruota attorno alla scomoda figura del Jolly. L’unica carta che non ha colore ne valore, ne una vera identità e che quindi si sente fuori posto nel solitario della vita. Il Jolly diventa così la perfetta metafora del filosofo: due figure complementari, nate con lo scotto di vedere troppe cose troppo in fondo, che non si accontentano del ruolo che occupano e quindi sono gli unici che riescono a guardare negli occhi il mazziere. Il romanzo è scandito da cinquantatre capitoli, uno per ogni carta che compone un mazzo da poker, Jolly compreso. Il ritmo della lettura è piacevole, quasi rilassante grazie alla grande semplicità e alla disinvoltura con cui viene trattato il tema dell’esistenza. Jostein Gaarder, rispecchiando appieno la sua figura di docente di filosofia, ci pone davanti ad uno dei grandi argomenti della tradizione filosofica, ma allo stesso tempo ci lascia riflettere in modo personale. Tutto ciò rende questa lettura come una passeggiata al tramonto, una esperienza cartartica da cui uscirne migliorati, facendoci sentire un po’ come il piccolo Jolly e riuscendo così a guardare le cose che ci circondano come sono davvero, e non come la abbiamo sempre semplicemente viste.

Voto e commento: ★★★★☆

Anche questa volta devo assegnare quattro stelle, perchè il romanzo nonostante la semplicità con cui è scritto, non è adatto ad ogni tipo di lettore. Credo che un pubblico di ragazzi che si avvicina alla lettura possa trovare questo romanzo di difficile comprensione o additittura noioso. C’è bisogno di una mente aperta e curiosa per apprezzare appieno i romanzi di Jostein Gaarder e comprenderne la lezione di vita che vi è celata. Consiglierei perciò il romanzo ad un pubblico di adulti o di lettori esperti. Personalmente considero questo romanzo una delle più belle manifestazioni di come la filosofia ci apra la mente svegliandoci dal sonno che ci opprime.

Fatemi sapere con un commentino quale libro consigliereste e perchè.

Detto ciò, vi abbraccio.

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