L’uomo bicentenario

Uno è lieto di poter servire.

L-uomo-bicentenario-Locandina-italiana_6554_LL’uomo biecentenario” è una bellissima pellicola di Chris Columbus che, putroppo, non ha riscontrato il favore della critica italiana. Costruito per assolvere le mansioni di domestico tuttofare Andrew, robot modello NDR 114, manifesta inaspettate doti di creatività, curiosità e amicizia che sorprendono la famiglia di Richard Martin che lo ha acquistato e impensieriscono i progettisti della “Robotrix” che sospettano un fastidioso difetto di fabbricazione. Educato da Richard, Andrew impara a conoscere la mentalità dell’uomo e la sua storia; ne apprende le debolezze, i bisogni e gli ideali e, gradualmente, sviluppa l’esigenza di appartenere alla specie che lo ha adottato e per la quale mostra ammirazione. Ottenuta la libertà da Martin e con essa il riconoscimento di non essere più un semplice “elettrodomestico“, Andrew si costruisce una casa in riva al mare e va in cerca dei suoi simili per meglio conoscere se stesso. Ma i robot che incontra sono stati dismessi o riprogrammati e soltanto a San Francisco, attraverso la bizzarra robot Galatea, incontra Rupert, un geniale programmatore che ha continuato in segreto gli studi per sviluppare la personalità robotica. Lavorando con lui ad un progetto per combinare insieme meccanica e biologia, Andrew ottiene, finalmente, sembianze umane e percezione sensoriale della realtà, ma, quando impara a conoscere il calore dei sentimenti, più dura si fa la consapevolezza di non essere uomo: dotato di cervello positronico e corpo di uomo, Andrew è ancora una cosa immortale, un imprecisato incrocio tra la macchina e l’essere vivente. Per essere riconosciuto e accettato come umano, Andrew deve diventarlo a tutti gli effetti, accettando di invecchiare e di morire. Un film che fa riflettere con dolcezza e tenerezza su tanti aspetti che spesso dimentichiamo: l’importanza della vita umana, l’amore e la libertà. Purtroppo, noi esseri umani tendiamo spesso a sminuire l’importanza della vita, della nostra esistenza unica e irripetibile. Ci dimentichiamo di meravigliarci di fronte al miracolo che siamo noi, della bellezza di questa macchina perfetta/imperfetta che non ha eguali nell’universo. Spesso mortifichiamo la nostra individualità, i nostri “difetti” che ci rendono speciali, per l’assurda moda di omologazine che dilaga: vogliamo tutti seguire un determinato canone estetico, che non fa altro che renderci uguali e spersonalizzati, dei robot. Qui risiede la profondità di questo film: Andrew, un androide, invece, ricerca la vita, vuole l’esistenza accettandola così com’è, apprezzandola per la sua varietà. Dovremmo imparare tanto da questa pellicola, riinnamorarci di noi, del nostro corpo, di ciò che ci rende vivi e straordinari; inchinarci di fronte alla libertà che abbiamo faticosamente conquistato e che rappresenta il più prezioso dei diritti umani; riscoprire l’amore e il vivere per un’altra persona e quanto sia inebriante semplicemente esistere. Ubriachiamoci di vita!

Voto e commento: ★★★★★

Un pellicola commovente, bella, e come capita per film del genere incompresa, considerata razzista. Inutile appellarci a finti moralismi, è semplicemente un elogio, un apologia della vita. Denigrare un film basandosi esclusivamente sugli altri film del regista (Mamma ho perso l’aereo e Mrs. Doubtfire) è esprimere una sentenza ingiusta e ingiuriosa. Io consiglio di vedere questa pellicola, capirla e poi giudicarla. In ogni caso considero questo film attuale, ricco e ben costruito, da vedere.

Se conoscete questo film, fatemi sapere le vostre impressioni con un commentino!

A presto, vi bacio!

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