Novecento

Non ricordo di preciso quando ho letto questo libro e come mi sia finito tra le mani, ma sono sicura che era destino che leggessi la storia di Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento.

novecentoNovecento” è un monologo totale di Alessandro Baricco (leggi anche Seta) noto per la sua trasposizione cinematografica (“La leggenda del pianista sull’oceano”, del 1998, diretto da Giuseppe Tornatore). Il racconto è incentrato su Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento un uomo nato, vissuto e morto sul piroscafo Virginian senza mai mettere piede sulla terraferma. Un monologo dalla dolcezza quasi poetica, un uomo senza identità, che non può non sentirsi un estraneo in un mondo che non gli appartiene, perchè lui è una creatura dell’Oceano. Come l’Oceano è formato da infinite gocce d’acqua, così Novecento era formato dalle esperienze che i passeggeri del Virginian gli trasmettevano, aveva visto, così, luoghi, montagne, tramonti e deserti senza mai scendere dal piroscafo. Ci aveva provato Novecento, ma per viagliaccheria, paura non era mai sceso. Il Virginian era la sua casa, il pianoforte il suo unico rifugio e le note la sua famiglia. Un uomo innamorato della vita e allo stesso tempo spaventato dall’infinito. Una lettura leggera, a tratti malinconica che come una musica ti trasporta lontano, ed ad un tratto ti trovi seduto accanto a Novecento in mezzo all’Oceano inebriato dalla melodia unica, del “più grande pianista che abbia mai suonato sull’Oceano” e cullato dalle onde non puoi far altro che emozionarti di fronte all’immenso.

Voto e commento: ★★★★★

Un romanzo che è un piccolo capolavoro. Una perla, la storia di un inadatto a vivere, come i personaggi di Italo Svevo, con la consapevolezza dell’infinito che in lui. L’unico che forse ha davvero vissuto, che si è inchinato all’nfinito sentendosi incapace di comprenderlo, di sentirsene parte, quando invece aveva capito fin troppo. Lui troppo abituato a vivere in universo finito: gli ottantotto tasti del pianoforte e le duemila persone che temporaneamente soggiornavano sul Virginian. Un monologo che fa riflettere sulla vita, sull’infinito con la dolcezza di un pianoforte. Un romanzo che è un inno alla vita e che non potrei non cosigliare, uno spettacolo racchiuso in appena una sessantina di pagine intese e ricche, uniche. Un’esperienza bellissima che ti fa innamorare della vita.

Ecco il link dei una delle più belle parti del libro, nella sua versione cinematografica.

E voi avreste avuto il coraggio di scendere dal piroscafo?

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Vi abbraccio forte!

Piccola curiosità: le musiche del film sono firmate dal grande Ennio Morricone.

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