The Walking Dead

Credo che attualmente con le immense possibilità offerte da internet e dagli ormai infiniti programmi televisivi, siano cambiate anche le prestazioni che l’utenza richiede alla televisione. Allo stesso modo è cambiato, di conseguenza, il modo in cui il mondo dietro lo schermo dialoga con lo spettatore, dalle frequenze e programmi tematici (documentari, bambini, intrattenimento) alle classiche case di produzione televisiva che ormai preferiscono il genere imperante della Serie tv. Esploriamo insieme questo mondo…

Sebbene nel linguaggio comune la serie televisiva sia spesso confusa con il serial televisivo, questi due formati hanno caratteristiche differenti. Il serial (soap opera e telenovela) è diviso in puntate, cioè frammenti narrativi non conclusivi, attraverso le quali la trama continua ininterrottamente fino al termine della fiction. La serie televisiva, invece, è strutturata in episodi, in cui la narrazione è un intreccio tra trama verticale (ciò che inizia, avviene e finisce all’interno dell’episodio) e orizzontale (una narrazione di fondo, che continua da un episodio all’altro). Le serie televisive sono quindi tutte le fiction a serialità forte, escluse le soap opera e le telenovela, che invece vengono chiamate serial.

Entrambi (serie televisiva e serial) sono mandati in onda durante un periodo di trasmissione chiamato stagione, che nel caso della serie televisiva comprende in genere dai 13 ai 24 episodi. (Credits: Wikipedia)

Sottigliezze di nomenclatura a parte, ci troviamo di fronte ad un fenomeno proveniente dagli USA che ormai è diventato rilevante anche nel nostro Paese. La fascia di interesse riguarda l’età adolescenziale, ma riscuotono notevole successo in un pubblico di adulti. Questo successo è dato dalla varietà di temi di cui trattano: si passa da un sereno fantasy come One Upon a Time ad uno ambientato nel mondo medico come Grey’s Anatomy passando, ad esempio, per il mondo apocalittico di The Walking Dead, e questi sono solo tre esempi di una vastità di storie, trame e generi.

Ed è per questo che voglio dedicare questa rubrica alla recensione delle più interessanti Serie che ogni giorno ci fanno sorridere, piangere, sospirare e viaggiare.

Con questa piccola introduzione passiamo a The Walking Dead

The Walking DeadClicca qui per vedere il trailer!

La serie ideata dal regista Frank Darabont è basata sull’omonimo fumetto scritto da Robert Kirkman, diventato poi produttore esecutivo della Serie televisiva.

Appare per la prima volta sul piccolo schermo il 31 ottobre 2010 sul canale AMC dove, durante il Fearfest, fu trasmesso il primo episodio, e fu subito successo.

Rick Grimes è un vice sceriffo, vittima di un incidente durante uno scontro a fuoco con dei fuorilegge: colpito alla schiena, entra in coma, lasciando tra le lacrime la moglie Lori e il figlio Carl. Il risveglio, poco tempo dopo, è traumatico: l’ospedale è distrutto ed è pieno di cadaveri. Rick non ci metterà molto a capire la situazione: il “virus” che sembrava essere controllato prima del suo incidente, ha preso piede. I morti si risvegliano ed attaccano i vivi, la cui presenza è sempre minore. Il vice sceriffo sfrutterà tutte le sue abilità di sopravvivenza e di capacità con le armi per sopravvivere ed uscire dalla città, trovando altri superstiti rifugiati tra i boschi: tra questi, ritrova la famiglia e il suo migliore amico Shane. Costretti poi a spostarsi, presto si accorgeranno che i veri nemici sono gli altri esseri umani, spinti unicamente dall’istinto di sopravvivenza.

La serie tv (attualmente alla sesta stagione) è costruita alla perfezione, un episodio tira l’altro. Si presenta come una sempre più profonda analisi della psicologia dell’uomo, della capacità di sopravvivenza e di adattamento che sono alla base della vita, portate ai massimi estremi. Questo è, appunto, il punto cardine che muove tutta al serie: a cosa si spingerebbe una persona pur di difendere la propria famiglia e di sopravvivere? La risposta non è immediata quando i mostri da cui bisogna proteggersi non sono i Vaganti (gli zombies) ma le persone. Una serie in cui per sopravvivere bisogna imparare a combattere, a mettere da parte la proprie paure, a crescere in fretta, senza mai abbandonare la speranza di poter un giorno ricostruire il mondo dalle proprie ceneri. Tutto ciò è coronato da ottimi effetti speciali e da bravissimi attori che immergono lo spettatore in modo totale nella serie. Lutto, fame, tradimento, perdite, affetti, vaganti, sete sono solo alcune delle difficoltà con cui ogni giorno si trovano a combattere i personaggi che piano cambieranno profondamente il proprio essere, diventando anche degli assassini pur di rimanere in vita.

Voto e commento: ★★★★★

Una serie dinamica, ricca di colpi di scena che inchiodano in modo totale. Inizialmente ero titubante dato che non preferisco il genere horror perché mi suggestiono facilmente, ma devo dire che questa serie può essere guardata tranquillamente anche da chi come me non è un cuor di leone. I personaggi sono ben costruiti a livello psicologico e risulta semplice affezionarsi. L’unica nota negativa che si potrebbe trovare, forse, risiede nel fatto che la maggior parte dei personaggi nella serie ha vita breve, io ritengo, invece, che questo sia un aspetto positivo perché, diversamente, renderebbe troppo statica e pesante la storia. La cosa che mi ha colpito più di tutte e che penso sia la domanda che chiunque veda questa serie tv si ponga: quanto vale la propria umanità in un mondo dove conta solo sopravvivere? Inutile provare a rispondere. Non ci sono scuse quando quello che conta è sopravvivere per te e per le persone che ami. In questo gioco inumano chi si arrende è perduto. Se si vuole ricostruire l’umanità si deve tastare quanto si è disposti a sopravvivere e mantenere in vita la propria famiglia. Consiglio vivamente questa serie per provare sulla propria pelle il brivido della “Morte che Cammina” e per lasciarsi emozionare e rapire da chi per vivere, o meglio sopravvivere, combatte ogni giorno contro tutto ciò che lo vorrebbe morto, che siano uomini o vaganti, come la più apocalittica metafora della vita umana.

Siete pronti? Non resta che farvi le tre domande. (Dovete vedere la serie per capire)

 

Quanti Vaganti avete ucciso? Quante persone avete ucciso? Perchè?

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