Ti prendo e ti porto via

E’ la prima recensione che faccio a caldo e credo che con una lettura del genere sia l’ideale.

recensione-libro-ti-prendo-e-ti-porto-viaTi prendo e ti porto via” è uno dei romanzi più forti di Niccolò Ammaniti, ma di grande valore morale e psicologico. A Ischiano Scalo il mare c’è ma non si vede. In questa periferica maremma di paludi e zanzare, di bar e casette affacciate sul nulla di una strada provinciale si svolgono due storie d’amore. Pietro e Gloria sono due ragazzini. Lei è figlia di un direttore di banca, è sveglia, bella e sicura di sé. Lui è figlio di un pastore psicopatico, è introverso, sognatore, e la vittima preferita dei bulli del paese. Graziano Biglia è tornato a Ischiano, con la sua fama di chitarrista sciupafemmine e il cuore spezzato da una cubista. Qui conosce la professoressa Flora Palmieri, una donna sola e misteriosa che ha rinunciato alla propria vita per prendersi cura della madre. E tra i due, in apparenza lontani come i pianeti di due galassie, nasce un’attrazione. Una folla di creature strambe e grottesche si muove attorno ai protagonisti, come nella scia di un vento elettrico e vorticoso. Il romanzo è forte, intenso e suggestivo. La narrazione dettagliata immerge il lettore nella piccola Ischitano Scalo, rendendolo parte della storia. I personaggi sono attori e spettatori di ciò che accade, vivono storie diverse che solo nelle ultime pagine si scoprono strettamente legate, in un gioco simile a quello di Mrs Dalloway di Virginia Woolf. La narrazione è spezzata dato che le situazioni vengono raccontate con gli occhi di ogni personaggio che ne prende parte, il lettore ha così la possibiltà di accedere ai sentimenti che invadono la parte e la contoparte dell’azione. Ciò rende questo romanzo un esperimento unico, che non stanca il lettore e che lo invoglia a scoprire il destino dei protagonisti. Non c’è un vero e proprio tema principale, ma tutti i temi trattati vanno a confluire sulla figura di Pietro: la ricerca di se stessi di Graziano, il timido amore di Flora, la forza d’animo di Gloria, lo sprezzante coraggio di Pierini. Tutto ciò è coronato dallo stile crudo e grottesco di Ammaniti.

Voto e commento: ★★★★☆

Romanzo di inequivocabile forza, a tratti verace. I personaggi sono esasperati, quasi a diventare la caricatura del mondo reale, una tecnica antica che mantiene la sua efficacia. I toni troppo crudi però rendono questo romanzo non adatto ad ogni fascia d’età. Ho apprezzato molto la scelta letterale per i vari personaggi: semplice, lineare e non volgare per Pietro e Gloria; intesa, volgare e ricercata per Graziano e Flora. Questo contasto rende le due coppie di personaggi complementari e opposte, un ossiomoro vivente e di grande effetto. Consiglio, quindi, questo romanzo, un po’ diverso dal genere più soft che preferico, ma non meno interessante, ricco di introspezione e analisi personale.

Avete letto altri romanzi di Ammaniti? Fatemi sapere con un commento.

Un abbraccio!

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