Viaggiatori del nuovo millennio

Che bella la figura del viaggiatore! Un uomo che vive all’insegna dell’avventura, della libertà, della costante ricerca di sè o di chissà che altro. Senza vincoli comuni (orari, famiglia, impegni ecc.).

Come sarebbe bello poter vivere così! Eppure ci sono tanti uomini e donne che davvero vivono, volenti o nolenti, in questo modo affascinante.

Ebbene sì, sto parlando di quegli esseri straordinari, residenti nelle più disparate cittadine del napoletano, comunemente conosciuti come pendolari

pendolareOra vi starete chiedendo che c’è di tanto strardinario in un pendolare?!

Bhe un comune pendolare non avrebbe niente di interessante, ma il pendolare napoletano purtroppo si trova a fare la vita dell’avventuriero senza neanche averlo chiesto. Esaminiamone la giornata tipo così da avere un’idea chiara:

La giornata inizia molto presto per il pendolare: deve raggiungere Napoli entro le 8:30 di mattina. Vivendo a Casoria (una cittadina a nord di Napoli) deve muoversi con almeno un’ora/un’ora e trenta d’anticipo, non perchè Casoria disti così tanto da Napoli (appena una ventina di minuti), ma per attendere il treno. Il treno che lo porterà alla Stazione Centrale di Napoli è un veicolo unico nel suo genere: pieno da scoppiare, costantemente in ritardo e spesso soppresso. Il pendolare sa che se non riuscirà a salire su questo bizzarro veicolo arriverà troppo tardi a destinazione e decide di muoversi con il maggior anticipo possibile per poter risolvere, nella peggiore delle ipotesi, il problema in altro modo. Stamattina il nostro viaggiatore è molto sfortunato il treno non arriva, soppresso. Disperato il nostro eroe comincia una lunga camminata fino alla fermata del bus (che guarda caso si trova dall’altra parte della città!). Prima di arrivare a destinazione deve, però, fermarsi in tabaccheria e comprare un nuovo biglietto perchè quello che aveva comprato per il treno non va bene per il pullman in quanto i due veicoli sono gestiti da società diverse. Arrivato sotto la pensilina il pendolare non si scoraggia: “presto arriverà” si continua a ripetere, ma dei due pullman che vanno a Napoli nemmeno l’ombra. Passa mezz’ora ma il piccolo viaggiatore non si arrende. Dopo più di quarantacinque minuti passati ad aspettare arriva uno dei due bus che porta a Napoli, il nostro eroe vede in lontanaza la sagoma inconfondibile del pullman, ma questo porta lontano da dove il povero pendolare deve arrivare, non ha però altra scelta se non quella di salire. Il bus è mal ridotto, sporco, puzzolente, imbrattato senza aria condizionata e pienissimo, che anche solo alzare il braccio per prendere la maniglia e mantenersi è un’impresa. Cosa può fare il nostro eroe se non tenere duro!? Non ci sarebbe tempo di aspettare un altro pullman o tornare alla stazione! Arrivato alla sua fermata il pendolare è ormai distrutto e molto stressato. Per raggiungere la sua destinazione ora deve trovare un altro mezzo trasporto. Se fosse riusciuto a prendere il treno avrebbe preso la metropolitana e sarebbe arrivato (si fa per dire!), ma ora? Si muove velocemente verso lo stazionamento dei bus e freneticamente cominca a leggere il cartello informativo con le fermate previste dai vari pullman, sperando di trovare una che lo porti nel luogo desiderato. Trovato il fortunato mezzo pubblico, preso al volo, parte per una nuova avventura segnata da sudore, puzza, sporcizia, e moltissime persone. Giunto finalmente nella tanto agoniata destinazione ora il pendolare notevolmente stanco, stressato, sudato e infastidito può cominciare la sua giornata in ritardo di un’ora buona.

Questa è solo l’andata inutile che vi racconti il ritorno che si presenta come una seconda faticosa avventura…

Il mio scopo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’inadempienza del servizio di trasporti a Napoli, che dovrebbe essere uno degli aspetti più curati in una società civile. Un servizio concepito male e realizzato peggio: partendo dalla moltitudine di biglietti in vendità che creano moltissimi disguidi, arrivando al treno in sè, le cui carrozze sono spesso in uno stato di totale degrado. Come può uno stato civile trascurare un suo servizio in questo modo?! Meravigliandosi poi di come molti decidano di essere free – rider. Nessuno inoltre ha il coraggio di parlare delle ingiustizie a cui assiste ogni giorno: controllori che fanno multe per biglietti scaduti a bordo del treno (in modo ingiusto il quanto sul titolo di viaggio è specificato che il passeggero può proseguire fino a destinazione se la validità scade a bordo) e che non le fanno a rom, zingari e immigrati che affollano i nostri treni beandosi della loro più totale inciviltà; controllori che non guardano questo o quel passeggero perchè appartenente a questa o quella famiglia.

La verità è che il nostro Paese è retto sull’ingnoranza e  sull’opportunismo, uno Stato debole ed incapace di amministrare la propria giustizia uccidendo le nostre speranze.

Nun se salva nisciuno!

Così cantava Edoardo Bennato e purtoppo ha proprio ragione…

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